PRODOTTI TIPICI

 

L'ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE DI REGGIO EMILIA

Con l'aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia ci addentriamo in un tradizione quasi alchemica tramandata nei secoli. Il monaco Donizone, contemporaneo della contessa Matilde, ricorda un laudatum acetum donato all'imperatore con una botticella d'argento. La storia documentata dell'aceto balsamico tradizionale reggiano risale al Rinascimento quando si diffuse l'uso di coltivare un'acetaia familiare in cui invecchiare il mosto cotto di uve locali. Il prodotto finale si ottiene grazie a lunghissimo invecchiamento in una batteria di botticelle di legni differenti a grandezza scalare, con travasi annuali e periodici rabbocchi. L'aceto balsamico tradizionale viene venduto in bottigliette garantite dal consorzio di tutela, dai colori aragosta, argento e oro secondo l'invecchiamento. Si sposa a raffinate insalate, ma impreziosisce anche un lesso o una scaglia di Parmigiano-Reggiano.

 

IL PARMIGIANO-REGGIANO, SETTE SECOLI DI TRADIZIONE

Non ci sarebbe cucina reggiana se non ci fosse il Parmigiano-Reggiano a insaporire i piatti più ricercati come le più umili preparazioni. Questo formaggio porta con sé il lustro di una nobiltà secolare. Il Parmigiano-Reggiano è un formaggio a pasta dura, semigrasso, cotto, a lenta stagionatura, con un contenuto proteico elevato. Le grandi forme vengono prodotte in piccolo caseifici con una tecnica artigianale e maturano per circa due anni. Lo si può acquistare direttamente nei caseifici della Strada dove ogni mattina il latte pregiato si trasforma in uno degli ambasciatori più conosciuti nel mondo della tradizione alimentare italiana.

 

I FASTI DEL SUINO

Sotto il titolo di Porci Comodi nel 1982 si svolsero a Reggio svariate iniziative per celebrare quel mite animale al quale i Reggiani devono, fisicamente, la sopravvivenza nei secoli e oggi anche una tradizione alimentare di prim'ordine. Mortadelle, salami, prosciutti cotti noti in tutto il mondo caratterizzano la produzione della pianura padana, che si estrinseca, in tavola, nel sontuoso carrello dei bolliti. Nelle feste di paese il gnocco fritto, una pasta che si gonfia al contatto con lo strutto bollente, accompagna in tutti i paese della Strada il tripudio dei salumi, un'ennesima variazione della maniera con cui i reggiani ritualizzano il sacrificio comodo porcello.